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Grazie alla ripresa dei mercati azionari e ad un investimento in un fondo azionario orientato alla sostenibilità, il rendimento patrimoniale complessivo della CPS a fine novembre era pari all’1,5 per cento; nonostante la pandemia di coronavirus, la CPS prevede di chiudere l’anno 2020 con un grado di copertura del 104 per cento. Per il 2020, il Consiglio di fondazione applica una remunerazione dell’uno per cento agli averi di vecchiaia.

La riunione del Consiglio di fondazione del 1° dicembre ha posto nuovamente il focus sui risultati degli investimenti patrimoniali della Cassa pensioni SRG SSR (CPS). Grazie alla ripresa, che ha dato nuovo slancio alle maggiori piazze borsistiche, a novembre è stato possibile compensare le perdite sui corsi realizzate in primavera. Il portafoglio azionario della CPS denota addirittura cifre positive in tutti i settori:

Azioni Svizzera: 0,5 per cento
Azioni Global: 3,1 per cento
Azioni Paesi emergenti: 6,8 per cento
(Stato: 30 novembre 2020)

Quest’anno va evidenziato in particolare l’andamento della categoria «Azioni Paesi emergenti», in cui la conversione in un cosiddetto Fondo ESG (performance di mercato 6,8 per cento) decisa dalla commissione d’investimento, rispetto ad un fondo tradizionale (performance di mercato: 3 per cento) si è rivelata una scelta particolarmente felice. Troverete maggiori informazioni sul tema degli ESG qui.

Uno dei fattori responsabili di questa evoluzione positiva dei mercati azionari è il livello dei tassi d’interesse sul piano internazionale, che ha nuovamente subito una lieve flessione. Una dinamica che ha permesso alla CPS di generare un modesto utile sui corsi delle obbligazioni (0,3 per cento). La politica degli interessi zero perseguita dalla Banca nazionale USA e dalla Banca nazionale svizzera a breve termine genera utili nei libri contabili. Tuttavia, a lungo termine questa politica è preoccupante per le casse pensioni, perché le obbligazioni di nuova emissione che ne conseguono non generano più nessun rendimento.

I rendimenti nella categoria Immobili permangono a livelli negativi, nonostante la breve ripresa segnata in autunno. Le azioni immobiliari, in particolare, registrano notevoli perdite sui corsi, con ripercussioni sull’intera categoria. Nell’anno precedente, invece, le azioni immobiliari hanno avuto una performance particolarmente positiva. Considerati nel corso dei due anni, pertanto, i risultati segnati sono ancora superiori alla media.

A fine novembre 2020 la performance complessiva della CPS è dell’1,5 per cento e corrisponde ad un grado di copertura stimato del 104 per cento. Probabilmente nessuno si aspettava una performance positiva quest’anno. Anche se la situazione finanziaria della CPS rispetto alla primavera è migliorata, occorre continuare a muoversi con prudenza. Le conseguenze della pandemia di coronavirus sul contesto economico a lungo termine non sono ancora note, e le previsioni congiunturali rimangono sottotono, anche perché è risaputo che i mercati azionari sono caratterizzati da una grande volatilità.

Remunerazione degli averi di vecchiaia 2020 nel primato dei contributi pari all’uno per cento

Il Consiglio di fondazione ha deciso di fissare il tasso di remunerazione nel primato dei contributi per tutto l’anno all’uno per cento, conformandosi al livello del tasso minimo LPP. Questo tasso vale anche per il conto supplementare e per il conto prepensionamento. Nonostante il contesto difficile, il Consiglio di fondazione si adopera, anche per motivi di continuità, per concedere una remunerazione adeguata. Con un rincaro negativo di circa -0,8 per cento, la remunerazione dell’uno per cento corrisponde pertanto ad una remunerazione reale di quasi il due per cento.

Il tasso di remunerazione dell’uno per cento è applicato anche alle mutazioni, quali uscite e pensionamenti nel corso dell’anno 2021. Le rendite correnti non saranno adattate al 1° gennaio 2021, perché la CPS non dispone dei mezzi necessari per un incremento facoltativo delle prestazioni.

Adeguamento dei parametri tecnici

Come già annunciato un anno fa, la CPS riduce il tasso tecnico dal 2,25 all’1,75 per cento al 31 dicembre 2020. Di conseguenza, anche l’aliquota di conversione regolamentare nel primato dei contributi sarà ridotta al 1° gennaio 2021 dal 5,35 per cento al 5 per cento (panoramica degli adeguamenti dal 1° gennaio 2021). Al fine di attutire almeno in parte l’impatto sulle rendite future, il 1° gennaio 2021 a tutti gli assicurati attivi nel primato dei contributi verrà accreditato all’avere di vecchiaia un importo in funzione della classe di età. A seconda dell’anno di nascita, questo importo corrisponde ad un accredito d’interesse variabile tra lo 0,7 per cento e il 7 per cento. L’importo individuale figurerà sull’attestato di previdenza del 1° gennaio 2021 (disponibile da metà febbraio 2021). Gli assicurati che non hanno accesso al portale SAP della SRG SSR riceveranno l’attestato per posta. Ricordiamo che dal 1° gennaio 2021 verrà operata un’estrapolazione basando il calcolo per le prestazioni di vecchiaia future una volta su un fattore dell’uno per cento e l’altra su un fattore dell’1,75 per cento – valori che saranno riportati nell’attestato di assicurazione (nel portale SAP della SSR).

Adeguamento trattenuta di coordinamento

Per via dell’adeguamento delle rendite AVS della Confederazione deciso dal Consiglio federale, dal 1° gennaio 2021 aumenta anche la trattenuta di coordinamento nella previdenza professionale. Con la trattenuta di coordinamento si prende in considerazione il fatto che una parte del salario annuale è già sufficientemente assicurata presso l’AVS. Dal 1° gennaio 2021 la trattenuta di coordinamento ammonta a 25 095 franchi nel primato dei contributi Piano A. Senza adeguamento del salario annuale ciò causa una leggera riduzione del salario soggetto a contribuzione (210 franchi l’anno per un impiego a tempo pieno), con la conseguenza che le deduzioni salariali per la cassa pensioni saranno minimamente più basse (fino a 3 franchi al mese). Per gli assicurati nel primato delle prestazioni nonché nel primato dei contributi Piano B questa modifica non comporta alcun cambiamento.

Regolamento previdenziale 2021

Nella sua riunione di fine anno, il Consiglio di fondazione ha approvato il Regolamento previdenziale 2021. Oltre alle aliquote di conversione adeguate, vi figureranno anche nuove disposizioni relative alla continuazione volontaria dell’assicurazione. In caso di licenziamento da parte del datore di lavoro, a partire dall’età di 55 anni tutti gli assicurati CPS, avranno la possibilità di restare assicurati presso la CPS su base facoltativa ma a proprie spese. Le persone interessate sono equiparate agli assicurati attivi. La soluzione proposta dalla CPS offre un alto grado di flessibilità in merito alla forma e all’ammontare della protezione assicurativa. Ulteriori informazioni sono disponibili nei promemoria Primato dei contributi Piano A e Piano B nonché Primato delle prestazioni. Il nuovo Regolamento previdenziale sarà disponibile sul sito web della CPS nel gennaio 2021.